Dal Blog Traderpedia: Una Strategia Trend Following

Di recente ho iniziato una collaborazione con Traderpedia, di cui sono amministratore sia del gruppo facebook, che del blog. Ho realizzato questo articolo, dove presento una strategia trend-following. Registrandosi al blog di traderpedia, è possibile seguire la discussione e i segnali generati dalla strategia a questo indirizzo :
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TEMPO & SPAZIO IN UNA STRATEGIA TREND FOLLOWING CON STOCK PICKING SU AZIONARIO ITALIA

Trend is your friend è uno dei classici e più noti slogan di wall street. Se da un punto di vista teorico questa affermazione è di semplice comprensione, lo sforzo da fare consiste nel tradurre questa informazione in un reale vantaggio operativo. Per prima cosa, ci torna utile definire in maniera elementare un trend:
– un trend rialzista è formato da una serie di minimi e massimi crescenti
– un trend ribassista è formato da una serie di massimi e minimi decrescenti
Fin qui è tutto logico, ma quali sono gli elementi da tenere in considerazione per sfruttare queste dinamiche?
In presenza di un trend è evidente che lo strumento finanziario considerato si muoverà nella direzione predominante più a lungo e percorrendo “più strada” rispetto ai movimenti di ritracciamento (o correttivi). Ne possiamo dedurre che TEMPO e SPAZIO siano gli elementi chiave, capaci di determinare un vantaggio operativo per il trader trend-follower.
Partiamo quindi osservando il fattore TEMPO: è risaputo che gli oscillatori funzionino molto bene nelle fasi laterali, offrendo un buon timing di entrata in posizione; ma non è l’unico modo in cui si possano utilizzare: a tal fine vorrei mostrare alcuni dati che ho ricavato nell’arco del 2013 su dati a 1 ora.

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Come facilmente preventivabile, dalla tabella si può notare che le tre coppie di valute con performance positiva abbiano passato più tempo in ipercomprato che in ipervenduto, mentre Aud/Usd, che ha performato negativamente (cioè in favore di US Dollar) ha presentato il comportamento opposto.
Da questa semplice analisi si può dedurre che ogni qualvolta un indicatore/oscillatore (nell’esempio della tabella era considerato un RSI a 5 periodi), raggiunga una soglia estrema, opposta al trend in corso (quindi ipervenduto nei trend rialzisti ed ipercomprato nei trend ribassisti) sia lecito attendersi una reazione rapida dei corsi nel verso della tendenza principale. Possiamo quindi affermare che gli oscillatori offrano un buon timing d’ingresso sia nelle fasi laterali che nelle fasi di trend, laddove raggiungano soglie estreme, opposte alla tendenza. Per sfruttarne appieno le potenzialità, l’obiettivo principale di un trader trend-follower, sarà quello di evitare di vendere in ipercomprato durante un trend rialzista, e di acquistare in ipervenduto durante un trend ribassista. A tal fine vediamo l’esempio di un trend rialzista molto marcato su A2A.

a2a.png

Da questo esempio è possibile vedere come in effetti su A2A, ogni qualvolta si sia registrata un’entrata in ipervenduto (RSI a 5 periodi <= 20) e una pronta fuoriuscita (RSI a 5 periodi > 20), sia effettivamente partito un rapido movimento favorevole ai compratori. Osservando poi il grafico di A2A si può notare come effettivamente l’RSI abbia raggiunto soglie di ipercomprato (>= 80) molto più frequentemente, e con segnali molto meno precisi.

A livello di fattore SPAZIO, propongo questa ulteriore tabella:

spaziotrend.png

In questo caso è possibile sia notare che in un trend rialzista, avremo più sedute con segno positivo che negativo (e viceversa), sia che il rapporto tra spazio long e spazio short è sempre (ovviamente) sbilanciato a favore della tendenza principale. Cosa intendo per spazio long e spazio short?
Ipotizzando una candela, considererò come spazio long, il differenziale tra CHIUSURA e MINIMO, e come spazio short, il differenziale tra MASSIMO e CHIUSURA. E’ piuttosto intuitivo, infatti, che siano i compratori a spingere il prezzo verso l’alto, dal minimo fino al prezzo di chiusura, e che siano i venditori a spingere il prezzo verso il basso, da un massimo fino alla chiusura. Il rapporto tra spazio long e spazio short, sarà dunque il rapporto tra la sommatoria del primo e la sommatoria del secondo. Ne consegue che laddove vi è un trend rialzista, e il trader vada ad acquistare i contatti con la soglia di ipervenduto, esso potrà fruire di 3 vantaggi:
1) una potenziale rapida reazione del prezzo in suo favore (minor tempo in ipervenduto, rispetto all’ipercomprato)
2) la possibilità di rimanere in posizione più tempo (maggior numero di barre rialziste rispetto a quelle ribassiste)
3) la possibilità di lasciar correre i profitti (rapporto spazio long/spazio short, positivo e dunque favorevole).

Viceversa per il trader che vada a vendere i contatti con la soglia di ipercomprato, i 3 vantaggi saranno:
1) una potenziale rapida reazione del prezzo in suo favore (minor tempo in ipercomprato, rispetto all’ipervenduto)
2) la possibilità di rimanere in posizione più tempo (maggior numero di barre ribassiste rispetto a quelle rialziste)
3) la possibilità di lasciar correre i profitti (rapporto spazio long/spazio short, negativo e dunque favorevole).

Questo tipo di situazione è facilmente riscontrabile facendo sempre riferimento al grafico di A2A. Nelle tabelle mostrate ho volutamente fatto riferimento principalmente a valute e indici, perchè di norma, hanno trend percentualmente meno ampi rispetto a quelli dei titoli azionari. Proprio per questo, se ciò che riscontriamo è vero in questi esempi, ancor più vantaggioso lo sarà andando a fare una selezione di titoli azionari, finalizzata allo sfruttamento di queste statistiche. Nel grafico successivo, un esempio di trend ribassista, su TELECOM ITALIA.

telecom2.png

Fin qui è tutto logico ed intuibile. Ciò che rappresenta la vera difficoltà, consiste nella definizione del trend, e di alcune regole operative che possano fungere da filtri circa la nostra operatività.

FILTRI E REGOLE OPERATIVE

– COMPORTAMENTO DELL’RSI
Per prima cosa bisogna definire i parametri del nostro oscillatore: in questo caso ho selezionato un RSI a 5 periodi, per avere uno strumento molto veloce e reattivo, in considerazione del fatto che nella mia strategia mi attendo di avere un buon timing e quindi voglio essere rapidamente pronto di fronte ad un’eventuale ripresa della tendenza. Inoltre, andrò a fissare delle soglie di ipervenduto/ipercomprato più stringenti rispetto alla taratura classica: utilizzerò 20 anzichè 30 per definire l’ipervenduto e 80 anzichè 70 per l’ipercomprato, questo perchè la taratura veloce dell’RSI comporterà un movimento più nervoso e secco dello stesso.

– CONTROLLO DEL TREND
Questa parte è ovviamente la più complessa, e pur tuttavia si può intervenire inserendo un semplice filtro di qualità.
Es. Long: qualora l’RSI raggiungesse una lettura di ipervenduto (ovvero un valore <= 20), potrei controllare la lettura immediamente precedente, confrontando i minimi di prezzo. Se il minimo corrente, fosse maggiore di quello precedente, potrei affermare di trovarmi in una sorta di trend rialzista. Qualificando correttamente la mia operazione. Vediamo un esempio sul titolo ENEL GREEN POWER:

EGPw.png

Come si può vedere dall’esempio, la lettura di ipervenduto corrente, qualifica correttamente l’operazione, in quanto il mimo di dicembre 2013 è superiore a quello di agosto, dove l’RSI si era precedentemente spinto sotto la soglia di 20. Parimenti, è possibile notare come con la stessa filosofia, il filtro impedisca costantemente di entrare in posizione ribassista, sui contatti con la soglia di ipervenduto. Ogni qualvolta l’RSI si sia spinto sopra la soglia di ipercomprato, ad 80, ENEL GREEN POWER, è stato infatti in grado di segnare nuovi massimi impedendoci quindi di entrare in posizione contro la tendenza di rialzo. Nell’immagine successiva, è possibile vedere come i massimi correlati ad una lettura di ipercomprato dell’RSI, siano costantemente superiori rispetto ai massimi precedenti.

EGPw2.png

Allo stesso modo, il filtro funziona per le operazioni Short, ogni qualvolta il massimo correlato alla lettura di ipercomprato, sia inferiore a quello del massimo precedente. Questo un esempio sempre su ENEL GREEN POWER:

EGPw3.png

-TECNICA DI ENTRATA
Al fine di migliorare la qualità dell’entrata in posizione, è sufficiente praticare un piccolo filtro di qualità. Vediamo le regole per l’entrata in posizione.
-Setup Long
1) RSI raggiunge un valore minore o uguale a 20
2) il prezzo di entrata sarà pari al massimo del giorno setup + il 25% del range della barra stessa. Es.: massimo di oggi 10. Range di oggi 1. Prezzo di entrata 10.25 (ovvero 10 + (1*25%))
-Setup Short
1) RSI raggiunge un valore maggiore o uguale a 80
2) il prezzo di entrata sarà pari al minimo del giorno setup – il 25% del range della barra stessa. Es.: minimo di oggi 10. Range di oggi 1. Prezzo di entrata 9.75 (ovvero 10 – (1*25%))
Questo tipo di filtro serve ad evitare di entrare su falsi breakout e può essere progressivamente aggiornato qualora il setup non venga immediatamente attivato. Un esempio aiuterà a comprendere la regola:

EGPw4.png

In questo esempio si può vedere come l’ipervenduto corrente realtivo al novembre 2013, sia qualificato in quanto il minimo sia nettamente superiore rispetto quello relativo all’ipervenduto precedente. Il filtro di entrata invece, aiuta a migliorare il timing. I punti verdi sopra le candele correlate, mostrano infatti il livello di entrata nel trade, che si compie poi nella candela contrassegnata dalla freccia verde, che è la prima a toccare il nostro entry level. Questa tecnica aiuta ad evitare di entrare in posizione troppo presto ed è molto utile quando il trend ipotizzato si esaurisce.

-STOP LOSS
In questo caso le possibilità sono molteplici. L’obiettivo di base è comunque di lasciare al mercato abbastanza spazio di movimento, dato che come abbiamo detto, ci aspettiamo che il tempo lavori in nostro favore. Si potrebbe applicare uno stop percentuale fisso, pari al 10% (non del nostro capitale, ma in termini di performance del titolo), oppure (ed è la scelta che secondo me è migliore), utilizzare il massimo/minimo del pattern aumentato o diminuito del range della candela settimanale precedente al nostro trade. In questa maniera avremo uno stop loss auto-adattivo, valido per ogni contesto di mercato. Facendo riferimento all’ultimo esempio su Enel Green Power, dove avremmo avuto un setup di acquisto a 1.21974 il 19 Novembre, lo stop loss sarebbe stato da fissare a 1.108 (ovvero 1.184, minimo del pattern – 0.076 range dell’ultima candela settimanale completa = 1.108) pari al 9.16% circa di rischio sul titolo. Questo range ci proteggerà a sufficienza dal cosiddetto rumore di mercato, o su una leggera inefficienza del nostro timing di entrata, andandoci ragionevolmente a stoppare solo in presenza di uno scenario di mercato a noi avverso.
-Stop di Inattività: dopo 21 sedute si può valutare di liquidare una posizione che non sia ancora stata stoppata/non abbia raggiunto il target.

EGPw5.png

In questo caso la barra settimanale 1 è quella appena chiusa, di cui prenderò il range (0.076). Sempre la barra 1 è quella dove viene segnato il minimo a 1.184. L’entrata a livello daily avviene invece il lunedì successivo, ovvero il primo giorno della barra 2.

-TAKE PROFIT
Anche in questo caso le possibilità sono molteplici: si può utilizzare un rapporto rischio rendimento fisso (ad esempio 1:2), oppure si potrà andare a liquidare metà della posizione al tocco della banda di bollinger opposta, fissando uno stop a pari, e lasciando scorrere il resto della posizione fino a un segnale opposto rispetto al nostro trade. Da questo punto di vista, non fisserò una regola precisa ma andrò a gestire discrezionalmente ogni trade. Personalmente ritengo che la cosa fondamentale sia avere una regola ferrea per lo stop loss, mentre posso derogare sui target, a seconda delle mie analisi personali.

-PORTAFOGLIO E POSITION SIZING
Ipotizzeremo di disporre di un capitale per il trading pari a 100.000,00 €. Per ogni titolo in portafoglio destineremo al massimo il 10 % del nostro capitale, ovvero 10.000,00 €, senza reinvestimento degli utili. In questa maniera, con uno stop che mediamente si attesterà sul 10% del titolo, avremo un 1% di rischio medio per operazione. Sicuramente una scelta di buon senso.

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Marco Tosoni