Nike:just buy it?

Nuovo programma di buy-back per Nike. Il colosso Usa dello sportswear ha annunciato che il consiglio di amministrazione ha approvato un programma di riacquisto di azioni proprie da 8 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. La società ha precisato che l’attuale programma di buy-back del valore di 5 miliardi di dollari verrà completato nel secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2013.

Fonte: Finanza.com

Quando una società avvia un programma di buy-back ritengo sempre interessante seguire l’andamento del titolo sul mercato, perchè potrei trovarmi di fronte ad un’ottima opportunità per un investimento con orizzonte temporale medio-lungo.

Di regola mi piace il mordi e fuggi, il daytrading se non addirittura lo scalping, ciò non toglie che possa considerare anche qualche strategia a lungo termine in ottica di differenziazione del mio portafoglio d’investimento.

Innanzitutto un buy-back è un ottimo segnale dato agli investitori, poichè dimostra quanto il management creda nelle prospettive future della società che amministra, tanto più che nessun manager assennato investirebbe nella propria azienda in maniera tanto consistente se non avesse un ragionevole e fondato motivo per farlo, questo è piuttosto intuitivo. Ci sono anche precedenti interessanti.

Ad esempio Eni lanciò un buy back da circa 4.8 mld di euro il 1° settembre 2000. Vediamo cosa successe, aiutandoci con un grafico time frame mensile, fornito da Prorealtime (per espandere i grafici successivi basta cliccare sopra di essi):

 

La linea verticale rossa, identifica la barra relativa al mese di settembre 2000, con apertura a 7.45 € (circa, visto che ai tempi si ragionava ancora in lire) il giorno dello start up del buy back: non serve certo una grande analisi per vedere come nel tempo si siano visti i frutti di questa operazione, e infatti non ho evidenziato nessun indicatore. Basta il colpo d’occhio.

I corsi del titolo sono andati triplicandosi nel corso di circa 7 anni, e il titolo ENI dimostra ancora un’apprezzabile tenuta nonostante la congiuntura globale avversa. Ora in questa sede non credo sia necessario fare troppe valutazioni sul settore nel quale opera Eni, sull’impostazione rialzista di lungo periodo del titolo(che non è esattamente la regola per i titoli del FTSE Mib), o trattare di fondamentali, che tra l’altro in ambito di analisi tecnica c’entrano poco o punto. La cosa interessante è vedere come dopo il lancio del buy back il titolo abbia offerto un rendimento di assoluta soddisfazione per gli investitori.

Andiamo allora a dare un’occhiata al titolo Nike, per farci una prima idea dell’andamento di lungo periodo:

 Questo è il grafico mensile relativo a Nike Inc. quotato a wall street: anche in questo caso si può apprezzare la fortissima impostazione rialzista del titolo. Da un certo punto di vista può anche intimorire una tale propulsione, ma dopo tutto è meglio prendere in considerazione di comprare un titolo che funziona, piuttosto di uno che annaspa sui minimi da lunghi anni. Si dice “trend is your friend” giusto?

Vediamo allora su un grafico giornaliero cos’è successo negli ultimi mesi, e cerchiamo di capire quali sono i movimenti di più breve respiro, e quali le aree interessanti per eventuali acquisti, magari prendendo in considerazione un’ipotesi di acquisto scalettato (ovvero in più tranche):

Ho inserito in questo caso qualche strumento tecnico giusto per aiutarmi nell’evidenziare alcuni punti salienti.

Innanzitutto, possiamo subito che vedere che i vecchi detti di wall street hanno ancora il loro perchè: “sell in may and go away”, ed effettivamente nei primi giorni di maggio inizia una flessione dei corsi da zona 115 $ fino a un minimo fissato a circa 85 $ a fine giugno.

Dopo di che, possiamo subito constatare che Nike Inc. ha tutti i crismi per essere una buona soluzione in classico stile swing trading, ovvero trend di lungo periodo nettamente rialzista, all’interno del quale identificare momenti di breve debolezza per entrare in acquisto in sintonia con la tendenza principale.

Il canale evidenziato in blu, mostra a grandi linee (per un investimento di orizzonte medio lungo, non è necessaria la consueta precisione) il movimento di ripresa iniziato a fine giugno, e che ha riportato Nike sulla soglia psicologica dei 100$ a inizio settembre.

Attualmente il titolo quota 96.72 $ nei pressi del 38% di fibonacci (evidenziato in rosso). Questa zona corrisponde magicamente anche alla zona di prezzo dove si sono concentrati gli scambi maggiori nell’ultimo semestre (area grigio scura a sinistra del grafico).

Possiamo quindi ipotizzare che vista l’entità degli scambi, nel breve periodo potrebbe svilupparsi una lateralità intorno ai corsi attuali, evidentemente ritenuti importanti dagli operatori.

Per finire, ho evidenziato anche con una linea verde tratteggiata, un gap rimasto aperto ad inizio Agosto, in area 93$ circa.

Quest’area potrebbe rivelarsi interessante, dato che i gap aperti, una volta richiusi tendono a diventare supporti (in questo caso) o resistenze.

Se volessi quindi considerare di investire una piccola parte dei miei risparmi su Nike, potrei ad esempio, aprire 1/3 della posizione subito su questi prezzi, eventualmente 1/3 in area 93 $ e concludere il tutto in area 90$.

Questa soluzione è ipotizzabile supponendo uno scenario simile a quanto visto per Eni, con un primo periodo di leggera flessione appena dopo l’annuncio del buy back, magari manovrata proprio dai grandi operatori in ottica di accumulazione di titoli a un prezzo medio più conveniente, con l’attesa di vedere successivamente, nel lungo periodo (3-5 anni almeno), una performance percentualmente importante.

Diversamente, se i corsi dovessero subito salire, potrei comunque scalettare la posizione a rialzo, visto e considerato che se investissi in quest’ottica, tenderei ad aspettarmi quanto meno un superamento dei massimi storici e quindi l’abbattimento di area 115/120$.

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Marco Tosoni